...segnalazione di libri non di nostra edizione:

I Padroni delle Notizie
di Giuseppe Altamore

I padroni delle notizie stanno trasformando la professione giornalistica. Nelle redazioni si preferiscono bravi "impiegati" facilmente assoggettabili alla logica mercantile che ha preso il sopravvento sull'informazione. Tutto questo può essere documentato in vari modi. L'analisi dei bilanci delle società editoriali ci fanno capire che la maggior parte dei ricavi proviene dagli inserzionisti. Gli stipendi dei giornalisti sono così pagati in gran parte grazie agli introiti pubblicitari. Nascono supplementi "suggeriti" dalle concessionarie. I direttori delle testate giornalistiche si confrontano quotidianamente con il responsabile della raccolta pubblicitaria. È possibile documentare casi accertati di pressioni e ricatti sui redattori. Il limite etico è ormai oltrepassato. Ma è possibile aprire una crepa nel muro della fortezza del potere mediatico nelle mani dei padroni delle notizie. Innanzitutto con la denuncia, fornendo ai lettori traditi gli strumenti per smascherare il gioco.
Bruno Mondadori ed.

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Acqua S.p.a.
di Giuseppe Altamore

Che valore ha oggi l'acqua? È un prodotto come tanti altri? È meglio l'acqua di rubinetto o l'acqua minerale? Perché la gestione dei servizi idrici è stata privatizzata? E perché molti pensano che sia una scelta sbagliata? Comunque la pensiate, l'acqua sta diventando un bene sempre più raro e prezioso: dopo l'energia, è considerata una risorsa strategica importante per la nostra economia. Tanto da stuzzicare l'interesse dei servizi segreti che, nella relazione semestrale al Parlamento, nel marzo del 2005, hanno lanciato un allarme: le nostre risorse idriche rischiano di finire in mano straniera a causa del processo di privatizzazione avviato ormai da anni. In effetti, le multinazionali dell'acqua in Italia sono già arrivate. Veolia water, Suez Lyonnaise des eaux e Saur, ossia le più grandi corporation del settore idrico già distribuiscono l'acqua a milioni di italiani. Per questi gruppi francesi l'acqua è diventato un business mondiale che vale 400 miliardi di dollari. In un mondo sempre più assetato, con un miliardo e seicentomila persone che non dispongono di acqua potabile, la costruzione di nuovi acquedotti è un mercato dalle proporzioni gigantesche. Nello stesso tempo, la domanda di acqua è in costante aumento in tutto il mondo a causa dell'agricoltura che già assorbe quasi il 70 per cento dell'acqua dolce disponibile. Ma anche l'industria fa la sua parte. Pensate che per ottenere un'automobile del peso di circa una tonnellata, per esempio una Panda, occorrono 150.000 litri di acqua; 1.500 litri per un computer e 40.000 litri per ottenere una tonnellata di carta e cartone. A causa dell'eccessivo sfruttamento delle falde, in molte zone del mondo l'acqua sta per finire. Può sembrare incredibile, ma la natura non riesce più a far fronte ai prelievi massicci che superano del 50 per cento la quantità normalmente disponibile. Un caso tra i più gravi: la Libia consuma quattro volte il volume d'acqua presente in natura. Si stima che continuando con questo ritmo entro il 2015 metà degli abitanti della terra sarà senza acqua. Di fronte alla rarefazione di questo bene così prezioso, le soluzioni proposte oscillano tra l'affermazione delle regole di mercato e il riconoscimento del principio che l'acqua, "bene comune dell'umanità", non può essere "mercificato". Chi ha torto? Chi ha ragione? È giusto sottoporre un servizio pubblico essenziale alla logica del profitto? E se dovesse prevalere la soluzione pubblica, chi deve pagare il conto per i giganteschi investimenti richiesti per portare l'acqua laddove non c'è? Cercherò di rispondere a questi quesiti senza anteporre una comoda visione ideologica che prescinde dai fatti. Insieme percorreremo le tappe della grande avventura dell'acqua dalla fonte fino ad arrivare ai nostri rubinetti, passando per impianti di potabilizzazione sempre più sofisticati e moderni che costano milioni di euro. Insomma, dopo aver letto questo libro saprete davvero che cosa può nascondere la limpidezza dell'acqua. Soprattutto quali interessi possono essere condensati in una goccia d'acqua, a partire dal grande business dell'acqua minerale. Senza dimenticare che l'acqua è anche un simbolo che segna le civiltà di tutto il mondo.

Perché ci odiano
di Paolo Barnard

Potrei chiamarli terroristi perché vengono nei nostri Paesi con il loro potere grande e fanno queste cose e le fanno in tutto il mondo. Ma per me sono semplicemente degli assassini. Rufina Amaya, unica sopravvissuta di 1200 contadini massacrati in Salvador da terroristi addestrati e armati dagli americani, e mai puniti. Le menzogne uccidono. Ci sono le prove, le testimonianze, i documenti. Basta cercare. È quello che ha fatto l'autore di questo libro utilizzando fonti "non sospette", spesso Top Secret: cioè quelle ufficiali americane, inglesi, israeliane che dimostrano come il terrorismo occidentale, ben prima di Bin Laden e su scala assai maggiore, sia stata l'arma principale di questi Paesi per imporre un ordine mondiale fondato sulla sopraffazione e la violenza. Da decenni. Da quando i sionisti e gli israeliani in Palestina, gli americani e gli inglesi in Medioriente, Indonesia, Africa e America Latina, con l'aggiunta della Russia in Cecenia, si sono resi responsabili di immani massacri, pulizie etniche, attentati, assassini e repressioni. Milioni di innocenti perseguitati, torturati e ammazzati da quelli che oggi guidano la "Guerra al Terrorismo". Crimini rimasti non solo impuniti, ma spesso spacciati come giusta difesa del "mondo libero" occidentale, e che sono la vera fonte dell'odio dei fanatici che oggi ci attaccano.
Paolo Barnard è stato corrispondente dall'estero collaborando con i maggiori quotidiani italiani. Ha realizzato per la trasmissione "Report" (Rai 3) inchieste dedicate alla globalizzazione, al terrorismo internazionale, alla new economy. Attualmente collabora con Rai Educational. Ha curato per la Bur il libro di Bartoccioni, Bonadonna e Sartori, Dall'altra parte.
Ed. Bur - euro 9,60

Resistere è creare
di Florence Aubenas e Miguel Benasayag

Da oltre dieci anni assistiamo a una sotterranea controffensiva al dominio neoliberista, di cui i movimenti "antiglobalizzazione" sono solo la forma più visibile. Dalle università popolari in Francia e in Argentina alla psichiatria alternativa, dai movimenti dei contadini latinoamericani alle mobilitazioni per i sans papiers in Europa, gli autori esplorano alcune delle esperienze concrete che danno vita a questa "nuova radicalità" molteplice e le loro caratteristiche: rifiuto dell'individualismo, ritrovato "desiderio di legame" e, in particolare, il distacco dalle vecchie forme della contestazione. Questo movimento multiforme, che unisce milioni di persone in tutto il mondo, si caratterizza per l'assenza di leader, di partiti o di avanguardie, la mancanza di modelli predefiniti di società cui rifarsi e l'abbandono della conquista del potere come obiettivo politico. Si tratta di nuove forme di opposizione del neoliberismo che costruiscono spazi di autonomia "dal basso".

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Non è vero
di AA.VV.

Non è vero che l'investimento privato è indispensabile per lo sviluppo. Non è vero che ogni azione dell'uomo deve avere un prezzo, anche se comporta un costo. Non è vero che è il mercato a poter soddisfare i bisogni individuali e collettivi. Molte delle ricette del neoliberismo vengono ormai date per scontate, complici i media, senza alcuna verifica della loro efficacia in concreto. Esiste un "fondamentalismo del mercato" come lo ha definito di recente il grande finanziere George Soros, che si fonda più sul dogma che sulla ragione. In una prospettiva critica dell'attuale modello, questo libro intende verificare concretamente i fondamenti teorici e le conseguenze pratiche delle tesi e delle politiche neoliberiste sulla vita di noi tutti, in Italia, come nel resto del mondo: dall'occupazione ai salari, dalla previdenza alla scuola, dalla salute all'energia, alle risorse indispensabili per la sopravvivenza dell'uomo e del pianeta. La lezione che viene dai fatti dimostra che ciò che ci promettono, semplicemente non è vero e che le politiche attuate hanno dato risultati fallimentari rispetto agli obbiettivi dichiarati.

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Bankenstein
di Marco Saba

Chi è Bankenstein? È un personaggio immaginario, crudele e senza scrupoli, che racchiude in sé tutto il peggio della criminalità finanziaria e bancaria. Bankenstein è un titolo, volutamente provocatorio, per un libro che cerca di spiegare e far capire come il mondo occidentale sia diventato preda della cleptocrazia.
Attraverso una serie di fatti e documenti, poco pubblicizzati dai media, l'autore analizza lo scenario monetario e finanziario internazionale con la stessa perizia di un archeologo che ricostruisce un mosaico attraverso tante tessere che una volta composte insieme ci danno una immagine vera e fino ad ora sconosciuta della realtà.

DVD 9-11 In Plane Site - The Director's Cut
di William Lewis - presentato da Dave VonKleist

9-11 In Plane Site è un'eccezionale inchiesta che rimette in discussione tutto quello che si sapeva, o si pensava di sapere, sui tragici eventi dell'11 settembre 2001.
Questo DVD sull'11 settembre, finalmente in edizione italiana, è allegato ad un supplemento speciale della rivista NEXUS che ne integra gli straordinari contenuti con una serie di articoli di approfondimento su quanto accadde realmente quel tragico giorno, gettando una nuova luce sui drammatici eventi che ne sono seguiti.
Questo coraggioso documentario presenta prove, non teorie: utilizzando materiale audiovisivo inedito o mandato in onda soltanto una volta, demolisce impietosamente la versione ufficiale dell'11 settembre 2001 e suscita seri interrogativi sulla corretta gestione delle informazioni da parte dei mass-media, nonché sugli attuali sviluppi geopolitici a livello globale.

Il Serpente cosmico, il DNA e le origini della conoscenza
di Jeremy Narby

È il terzo titolo della collana Le Civette-Saggi di Venexia Editrice. L'autore è un antropologo che durante un suo soggiorno in Amazzonia prova l'ayahuasca - la bevanda psicotropa usata dagli sciamani da tempo immemorabile per le loro cure - e ha una visione di splendidi serpenti colorati. Gli sciamani, gli raccontano, apprendono da questi serpenti il rimedio adatto ad ogni malattia. Su di lui, l'effetto dello spirito dell'ayahuasca, cioè della "vecchietta" (generalmente gli spiriti delle piante sono considerati femminili, così come sono donne la maggior parte degli "sciamani"), è quello di indurlo a una ricerca durata anni, durante i quali gli diventa evidente che quando gli antichi raffiguravano i serpenti (o il drago o l'uroboro, Pitone o Ronìn, o ancora le scale che come liane attorcigliate salgono in cielo), attraverso quel simbolo esprimevano la conoscenza dell'origine della vita e dei modi per accedervi, così come oggi la biologia molecolare la individua nella doppia elica del DNA. Ma con una coscienza di appartenenza al cosmo e di sintonia con la natura che la scienza occidentale ha smarrito da tempo. Il testo, che si avvale anche di immagini che vanno dalla civiltà sumera alle pitture degli aborigeni australiani, dall'India a Creta e in Scandinavia, racconta del suo imparare a "defocalizzare" lo sguardo per imparare ad accedere alla memoria e alle informazioni che stanno nel nostro corpo e in tutta la sostanza vivente, se solo si è disposte/i a riallinearsi con le fonti dell'energia del cosmo.

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